Tags

, , , , , , ,

Sofia e Arthur udivano solamente le loro rispettive voci.
Se ne accorsero un giorno di maggio in cui, persi nel solito silezio di bocche che si muovevano in coreografiche danze, incrociarono per caso l’uno gli occhi dell’altra.
Si riconobbero immediatamente, si specchiarono, espressioni interrogative e fiato corto.

Fu Arthur per primo a sospirare.
Fu Sofia per prima ad ascoltare.

Seguirono vibrazioni e prese forma il suono.
La voce di lui aveva il sapore del miele nel latte caldo, ma solo un cucchiaino. Sofia amava più di tutto il gusto di quell’accenno di miele.
La voce di lei pareva il momento in cui il sole toccava il mare al tramonto. Arthur passava interi e muti tramonti a parlare col sole, ora quello rispondeva.

La sorpresa nei loro sguardi terminò nel momento in cui le loro mani si incontrarono per condursi lontano dal mondo ovattato.
Sofia e Arthur udirono solamente le loro rispettive voci.
E non fu più silenzio.

Advertisements