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Urlo il tuo nome, ci provo
non hai suono.
Silenzio.
Allora prende la rincorsa il fiato,
veloce arriva in gola e muore.
Trova spazio tra i denti, scalcia
intrappolato tra labbra contorte
poi soffoca muto, strozzato
nel vuoto d’una memoria che ieri era forma e parola.
Silenzio.
E i pensieri,
i pensieri che prima ti accarezzavano
fendono l’aria,
scompigliano il vento senza rumore.
Silenzio.

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